Perchè le startup falliscono? Una visione digitale e non

Come avviare una startup. Probabilmente i nuovi imprenditori del secolo si saranno imbattuti tutti, almeno una volta in questa domanda, alla quale ne è collegata imprescindibilmente un’altra: come avviare una startup innovativa e non fallire.

La bella notizia è che oggi la questione startup sembra essere la preferita dei nuovi giovani imprenditori, in molti casi quelli del web, che si danno da fare per portare ventate di innovazione che vengono sviluppate attraverso processi di  growth hacking.

La brutta notizia è che 9 startup su 10 falliscono, si proprio così, e i motivi possono essere, pochi o tanti, dipendentemente dalla sostenibilità del modello di business.

Alcune altre motivazioni sono riconducibili :

  • al prodotto,
  • alla non capacità di comunicare i giusti valori aggiunti di quel prodotto,
  • ad un’organizzazione poco adeguata a quello che servirebbe,a causa di un Marketing assente e dell’improvvisazione.

Ed è qui che vi vogliamo.

Non c’è una regola ben precisa, ma sicuramente una  pianificazione marketing / web marketing assente,  è alle basi  del fallimento di una idea di startup nella nuova economia digitale.

Cosa ovvia certo, se non viene smembrata, ed è quello che faremo partendo da qualche dato.

Startup, identità digitale e finanziamentistartup-web.marketing

  • Su 7.568 imprese iscritte nel registro delle startup innovative a Luglio 2017, solo 3.760 (il 49,7%) hanno un sito web funzionante.
  • D’altro canto, sulla base degli stessi  dati, raccolti nell’estate 2017, gli acceleratori di business e gli incubatori ospitano, guarda caso, in maggior percentuale le startup che hanno una Digital Identity di qualità.

Potrebbe essere uno dei motivi di fallimento, la scarsa presenza digitale e la conseguente mancanza di finanziamenti adeguati, da parte di incubatori, finanziatori ecc?

Prima di ritornare su questo articolo, se volete, fatevi un giretto anche qui, dove vi spieghiamo perché i finanziatori preferiscono le startup digitali.

Inoltre, la rivista Fast Company afferma che il principale problema di una startup è la mancanza di fondi .

Il collegamento tra SEO e fallimento di una startup

Quando parliamo di azienda parliamo anche di presenza, e se non c’è presenza non c’è visibilità, un fattore che assume maggiore importanza per un’ attività in fase di lancio.

Una mancanza strutturale della presenza online, non è soltanto dovuta alla mancanza di un sito web, ma soprattutto alla mancanza di buoni parametri SEO.

Torniamo nuovamente alla questione di accelerazione di business, incubazione e finanziamento.

Secondo il rapporto Startup Seo 2017 solo 70  start-up su 8mila hanno un sito che funziona davvero, che sia veloce, indicizzato, per non parlare di altre caratteristiche legate alla user experience, che è strettamente collegata a tutta la strategia outbound e inbound  che una nuova azienda dovrebbe e potrebbe implementare.

Insomma, una nuova attività imprenditoriale come pretende di accedere a processi di crescita aziendale se non ha un minimo di presenza nella “grande conversazione online”, portatrice di business?

Detto questo, vogliamo guardare oltre il nostro mestiere ed elencare altri fattori di fattori di fallimento di una startup, collegati o meno collegati con il marketing.

Gli errori principali di uno startupper

Questa volta faremo una veloce analisi in  riferimento ad un sito, autopsy che è diventato un vero e proprio “cimitero di startup”.

Per capire le ragioni degli insuccessi e trarne le lezioni giuste, troviamo in questo triste cimitero, informazioni su più di 115 casi di startup fallite, le idee proposte e le motivazioni principali di fallimento, oltre i link che riportano alla storia.

Mancanza di soluzioni a problemi di pianificazione, nessun lavoro di squadra, mancanza di fondi, approccio al target sbagliato.

Queste sono alcune delle motivazioni che i fondatori di startup fallite  hanno dichiarato.

Derivanti complessivamente da:

  • 1. Scarsa conoscenza del mercato. ( Poca conoscenza del giusto target di riferimento, quello che noi chiamiamo Buyer Personas).
  • Mancanza delle giuste competenze professionali.
  • Mancata pianificazione di una strategia di marketing, spesso dettata alla giornata.

“Eravamo troppo fiduciosi, pensavamo che con le nostre abilità avremmo potuto eseguire tutti i compiti nel minore tempo possibile. Per questo non pianificavamo nulla. Poi le cose sono diventate più complesse e la mancanza di organizzazione e una chiara divisione dei compiti ci hanno ucciso»

Dalla storia della startup UDesign.”

Conclusioni

Se perdiamo quote di mercato nei confronti dei concorrenti, è perchè prendiamo decisioni basate su intuizione e opinioni buttando via soldi e tempo, questo accade nel privato tanto quanto nel mondo del business.

Se ci percepisce la frustrazione di non andare verso una direzione ben precisa, è bene fermarsi e dedicarsi alla pianificazione, specialmente nel mondo startup, che sia quella marketing a 360 gradi e non quella del marketing della speranza.

 

 

 

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