Cerco lavoro nel digitale: chi è, cosa fa e come diventare copywriter

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Qualche giorno fa, durante un meeting di lavoro in cui mi proponevo proprio per il ruolo di copywriter, mi son ritrovata in una situazione spiacevole e contemporaneamente utile: spiegare ad un imprenditore, capo di una azienda, il significato della parola copywriting e come il copywriter è divenuta una figura professionale, ma soprattutto perché ha ragione Marco Fossati, quando dice che la risposta “No, grazie, ai testi ci pensiamo noi!”, nell’anno Domini 2018, non può essere una risposta valida.

Ho pensato, dunque, che potesse essere utile a molti, addetti e non ai lavori, iniziare la pubblicazione di una rubrica, dal titolo “Cerco lavoro nel digitale“, che di volta in volta si concentra e definisce le nuove figure professionali legate al digital che, soprattutto in Italia, non sono chiare ai più.

Non fraintendetemi: in Italia, vi sono diversi professionisti del digitale che danno filo da torcere ai più famosi nomi internazionali, ma facendo parte di un’agenzia web che lavora soprattutto a livello internazionale, mi capita spesso di fare paragoni tra il knowledge intorno alle figure professionali digitali e al marketing che vi è in Italia e quello estero. Diciamo che il nostro Paese non ne viene fuori benissimo, forse per quella convinzione errata e distorta che chi si occupa di marketing e di tutto ciò che riguarda il digitale, in realtà si occupi di vendere aria fritta. Dai, conosciamo tutti qualcuno che lo pensa e qualcuno che si è fatto fare il sito dal cugino di o dal fratello di, perché “cosa vuoi che ci voglia!?”

Eccomi dunque qua, a redigere per voi, con l’orgoglio che mi gonfia il petto, un mini recap di chi è, cosa fa e come diventare copywriter.

Cos’è, o meglio… chi è il copywriter?

Spesso rinominato copy dagli amici, possiamo dire che il copywriter non è solo uno scrittore, non è solo un creativo, non è solo un giornalista, non è solo un pubblicitario ma è tutte queste cose insieme. La definizione che mi sono cucita addosso, in questi anni, è personalissima, ma tranquillamente allargabile a molti: il copywriter è un innamorato delle parole; è un artista che riesce a scrivere di te, meglio di come faresti tu stesso; è una persona con una capacità di osservazione e abilità nel cogliere i dettagli, coltivata da anni di nurturing; è un professionista che riesce ad avere una visione di insieme che abbraccia comunicazione, branding e creatività.Se però dovessi scegliere una sola definizione di chi è il copywriter direi, senza dubbio, che il copywriter è un artista che riesce a scrivere di te, meglio di come faresti tu stesso.

Cosa fa il copywriter?

La figura professionale del copywriter nasce all’interno delle redazioni giornalistiche, per poi migrare verso le agenzie di pubblicità e comunicazione e specializzarsi nella redazione di testi per il web, siano essi pubblicitari, informativi o persuasivi: negli anni, il copywriter è arrivato ad abbracciare tutto ciò che riguarda i testi sul web, dai social, all’advertising, al brand journalism, all’email marketing, le landing pages ed il naming.In sostanza, mentre il webwriter nasce online e le sue tecniche di scrittura nascono pensate per il web, il copywriter nasce fra la carta stampata e la sua vocazione, sin da principio, è quella di scrivere per la conversione e cioè, in ultimo, aumentare i guadagni. Con la diffusione del mezzo internet, il copywriter si è trovato di fronte ad un bivio: evolvere e comprendere il nuovo mercato che gli si apriva davanti oppure rimanere confinato nella sua comfort zone.

Copywriting e SEO copywriting

Ecco dunque la soluzione a cui è approdato il copywriter: partendo dalle sue basi conoscitive di individuazione del target e del pubblico di riferimento, oltre che delle tecniche raffinate di scrittura pro conversione, è arrivato a specializzarsi nella scrittura web e anche a livello SEO. Non esiste un copywriter che lavora sul web che non lavori anche a livello SEO. Intendiamoci, non deve essere specializzato in questo, poiché per questo c’è la figura del SEO specialist, che si occupa più precisamente della ottimizzazione dei testi, di qualsiasi tipo, affinché siano posizionati meglio possibile nei risultati dei motori di ricerca. Eppure, anche il copy, deve scrivere in ottica SEO: non solo deve scrivere contenuti che siano informativi e persuasivi per il suo target di riferimento, ma deve anche far sì che questi contenuti siano Google friendly, cioè che piacciano all’algoritmo di Google. In altre parole: deve fare sì che i suoi contenuti siano facilmente ritrovabili nella pagina SERP, cioè la pagina dei risultati di Google, e che si collochino nelle prime posizioni. Per questo motivo dovrà individuare la focus keyword e le relative correlate da utilizzare all’interno del testo e scegliere in maniera sapiente metadescription, H1 e H2.

Il copywiter freelance e il copywriter dipendente

Molto spesso, il copywriter lavora come freelance per la natura stessa di questo lavoro: è possibile gestire diversi progetti creativi mettendosi in proprio e con la libertà di scegliere i progetti che più si confanno alla personalità creativa del copywriter. Se da una parte è una scelta che comporta più rischi economici, dall’altra consente maggiore libertà di movimento, di scelta e definizione del proprio lavoro. Questo non significa che lavorare per una agenzia o una azienda non consenta libertà creativa, ma sicuramente si deve sottostare ad altre priorità che non siano le proprie scelte progettuali. In entrambi i casi, vi sono pro e contro che accomunano le situazioni di questo tipo: meglio più sicurezza economica e meno libertà oppure più libertà gestionale, ma minore sicurezza economica e maggiori rischi? Ad ognuno sta la scelta, ma sicuramente, per lavorare come freelance, è sempre meglio prima dedicare un periodo di tempo al lavoro in agenzia o in azienda, comunque da dipendente, sia per imparare meglio sul campo la parte gestionale, che per assicurarsi un proprio portfolio e parco clienti.

Come diventare copywriter

Tra le domande più gettonate, quando si parla di copywriting, c’è proprio questa: come si diventa copywriter? Non è una domanda dalla facile risposta, perché come ogni volta in cui si parla di lavori creativi, non esiste una vera e propria risposta giusta. Ogni persona ha il proprio percorso personale e creativo, con un punto di partenza e di arrivo sempre diversi. Sicuramente, per poter diventare copywriter, non basta saper scrivere bene ed in modo grammaticalmente corretto; a mio avviso servono curiosità, una cultura ampia, un amore per le parole, la scrittura e la creazione, una sana (o insana, dipende dai punti di vista) passione per la precisione e per la creatività, ma anche una propensione alla progettualità, alla precisione ed alla puntualità, caratteristiche che non sempre vanno a braccetto le une con le altre. Ma questo non basta.

Soprattutto ora che la presenza sul web è diventate decisiva, bisogna formarsi e specializzarsi nel web copywriting. Come? Seguendo corsi specialistici, aggiornandosi continuamente e partecipando ad eventi di formazione facilmente reperibili online. Sicuramente oltre ai corsi che si concentrano sul copywriting e sul SEO copywriting, è altrettanto importante dedicare del tempo alla formazione in ambito digital marketing perché, come dicevamo prima, il copy è uno scrittore, ma è uno scrittore con un obiettivo ben preciso.

Infine, un mio consiglio: trovatevi un mentore. So che sembra un consiglio un po’ antiquato, ma trovare una persona che ammirate dal punto di vista professionale ed umano, che possa trasmettervi il suo know-how, è importantissimo. Si tratta di individuare quello che sarà il vostro punto di riferimento lavorativo ogni qualvolta che sarete in dubbio, ma soprattutto sarà una persona con anni di esperienza alle spalle, che capirà perfettamente le situazioni in cui vi troverete.

Quanto guadagna un copywriter

In questo caso non si può rimanere vaghi. I compensi vanno dai 1.000 ai 2.500 se siete dipendenti in azienda e che  aumenteranno a seconda delle posizioni ricoperte e dell’importanza rivestita nei progetti, mentre cambiano notevolmente quando si parla di essere freelance. Nel secondo caso, i compensi varieranno da progetto a progetto commissionato, dal vostro tariffario e anche dai vostri clienti.

 

 

 

 

 

 

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